venerdì , 21 luglio 2017

Presidenza ANDI – La bellezza, uno strumento importante per stare bene

La bellezza è un’aspirazione universale che si è espressa variamente attraverso i secoli e le culture, dall’arte alla psicologia, dalla scienza alla medicina, a seconda delle mode e delle influenze culturali.

Recenti statistiche, condotte in molti paesi, hanno confermato che la bellezza è diventata un’aspirazione del quotidiano per molte persone, convinte altresì che sia possibile migliorarla e definirla. Viene considerata quindi parte di un atteggiamento positivo verso se stessi e la propria persona, uno strumento importante per stare bene. Infatti, il concetto di benessere, così come definito dall’OMS, è uno stato che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano e si può interpretare come “lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di ben-essere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società”. Peraltro è un concetto in costante evoluzione, in quanto col passare del tempo la realizzazione dei bisogni fondamentali e di alcuni desideri, considerati un tempo difficilmente raggiungibili, porta alla nascita di altri bisogni e desideri.

Di conseguenza sta cambiando la considerazione generale dell’opinione pubblica rispetto a chi si sottopone a interventi terapeutici di varia natura a scopo estetico. Non più persone ammalate di edonismo o ossessionate dalla cura maniacale dei dettagli, ma soggetti che amano migliorare la qualità della propria vita: il proprio viso e il proprio corpo sono considerati un’opera d’arte meritevole di attenzione.
È indispensabile che chi richiede un intervento migliorativo e l’operatore abbiano ben chiaro l’obbiettivo che intendono raggiungere, ovvero valutato attentamente le possibilità di realizzazione.
Molte sono le specialità mediche che si occupano di estetica del viso, con approcci diversi e con scelte naturalmente “condizionate” dal personale percorso culturale: odontoiatri, chirurghi estetici, chirurghi maxillo facciali, dermatologi, medici estetici.

È importante considerare un concetto di “estetica integrata” che nasce dall’unione di tutte queste visioni a confronto, considerando il viso come l’espressione più significativa della storia di ognuno di noi, del suo stato d’animo, della voglia di star bene e di migliorarsi.
L’estetica del viso e del sorriso è il terreno di confronto e per noi dentisti viso e sorriso sono un’unità indivisibile.
È in quest’ottica che ANDI, in collaborazione con il collegio delle società scientifiche di medicina estetica, ha sottoscritto qualche mese fa un Position Statement con alcuni obiettivi fondamentali come l’individuazione degli ambiti di competenza e la condivisione di percorsi clinici e terapeutici, al fine di poter offrire ai pazienti soluzioni sempre più efficaci e sicure, garantite da una adeguata formazione e dal doveroso rispetto e dalla collaborazione tra le professionalità coinvolte.

Peraltro un recente parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità del Ministero della Salute ha confermato la facoltà per gli odontoiatri di eseguire “terapie con finalità estetica solo dove queste siano destinate, ai sensi della Legge 409 del 24 luglio 1985, alla terapia delle malattie e anomalie congenite acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti”, anche se sembra porre alcuni limiti a tali tipi di trattamenti.

Il primo limite è quello della correlazione fra il trattamento dei tessuti periorali e un piano di trattamento odontoiatrico complessivo. Questa precisazione va intesa “in senso lato” per escludere la possibilità che un laureato in odontoiatria apra uno studio di medicina estetica o che la eserciti prevalentemente nel suo ambulatorio privato, ma non implica certo aver prima necessariamente eseguito sul paziente un trattamento odontoiatrico particolarmente complesso.

Altra criticità che si potrebbe dedurre da una prima lettura del parere del CSS è la limitazione delle aree di competenza per i laureati in odontoiatria alle “zone labiali” che anche in questo caso, a nostro modo di vedere, va intesa come  terzo inferiore del viso (labbro inferiore) e terzo medio del viso (labbro superiore), che sono di fatto le aree corrispondenti  alle ossa mascellari e relativi tessuti molli così come indicato nella legge 409.

Vicepresidente Nazionale ANDI
Aldo Nobili

 

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