giovedì , 19 settembre 2019
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Commenti di Poiesis, ANDI e SIMEO alla risposta del CSS

Riceviamo la risposta del Ministero della Salute relativamente alla liceità da parte del laureato in odontoiatria e protesi dentaria all’effettuazione di terapie con finalità estetiche dei tessuti molli periorali.

Il Ministero riporta le osservazioni espresse dal Consiglio Superiore di Sanità (CSS).

POIESIS con SIMEO e ANDI avevano sollevato specifiche eccezioni al CSS relativamente al primo parere emesso il 15/07/2014.

Con soddisfazione apprendiamo che parte delle nostre obiezioni sono state recepite confermando in maniera inequivocabile la “liceità dell’odontoiatra all’esecuzione di terapie aventi finalità estetiche”.

Le terapie estetiche dunque rientrano nelle possibilità terapeutiche del medico odontoiatra ove “destinate, ai sensi della legge 24 luglio 1985, n. 409, alle terapie delle anomalie congenite e acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti”.

Viene rilevata la separazione tra i due profili professionali del medico chirurgo e del medico odontoiatra che seguono due percorsi formativi diversificati. Gli odontoiatri sono senz’ombra di dubbio, e con ampie competenze terapeutiche, i medici specialisti unici dei territori di propria competenza sanciti dalla legge di istituzione della professione di odontoiatra.

Il Ministero inoltre esprime la propria interpretazione circa i relativi tessuti citati dal legislatore: “dove per ‘relativi tessuti‘ si intendono le zone perilabiali e dei mascellari inferiore e superiore, fino all’area sottozigomatica – e solo ove contemplate in un protocollo di cura odontoiatrica ampio e completo proposto al paziente, tale da rendere la cura estetica ‘correlata’, e non esclusiva, all’intero iter terapeutico odontoiatrico proposto al paziente medesimo.”

Resta senz’altro aperto il dibattito circa l’interpretazione dei limiti anatomici dei “relativi tessuti” in quanto i tessuti molli del viso, la pelle, i muscoli, lo smas, i pannicoli adiposi, cioè le strutture interessate dalle terapie estetiche non chirurgiche non riconoscono confini topografici così netti e il successo clinico di un progetto terapeutico non può essere inficiato da determinazioni normative che non sempre rispettano la biologia. Su questo punto Poiesis è in disaccordo e si riserva azioni successive.

Allo stesso modo risulta priva di fondamento giuridico subordinare il trattamento dei tessuti molli a un piano di terapia odontoiatrica ampio e completo; ben sappiamo come alcune anomalie congenite e acquisite dei territori di competenza odontoiatrica siano risolvibili, grazie alle moderne terapie estetiche senza altri interventi.  Per intero iter terapeutico odontoiatrico al CSS intendono terapie intraorali manifestano una contraddizione rispetto quanto da loro affermato e cioè che le terapie estetiche rientrano tra le competenze odontoiatriche. Quindi le terapie dei tessuti molli, nei territori di competenza, sono già di per sé stesse terapie odontoiatriche.

E che dire degli odontoiatri che trattano le cefalee muscolo tensive con l’ausilio esclusivamente di farmaci e/o fisioterapia (come da linee guida) e senza interventi intraorali?

Poiesis proseguirà nella sua attività capillare a tutela degli odontoiatri.

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Anche ANDI e SIMEO esprimono moderata soddisfazione, sottolineando che la strada da percorrere sia ancora molta.

 

Scarica il comunicato stampa in versione integrale.

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